Piccoli pezzi di mondo

Il mondo.
Quando penso a quanti abitanti ci sono nel mondo,
8.302.754.222 (al 15 luglio 2026)
mi perdo in questo numero che se lo scrivo ci sono troppe cifre. Se lo dico, la parola "miliardi" che mi fa venire in mente il deposito di Paperon de Paperoni con tutte le sue monete d'oro…tantissime, infinite.
Ho trovato un sito che aggiorna il numero della popolazione mondiale "in tempo reale" (https://www.worldometers.info/it/popolazione-mondiale/).
In 10 secondi il numero è aumentato di 45 unità, ovvero 45 persone… mi ha messo un po' di ansia.
Ogni persona è un pezzo di mondo. Mi immagino che tutti insieme formiamo una grande coperta patchwork.
Le coperte patchwork sono quelle in cui tanti pezzi di stoffa diversa sono uniti insieme a creare una figura o una forma geometrica, qualcosa che la nostra mente riconosce nel suo insieme. Ogni pezzo è importante, se non ci fosse ci sarebbe un buco. Anche se mi viene da pensare che tanti preferirebbero vedere dei buchi al posto di quei pezzi che proprio non si capisce perché siano al mondo, preferisco credere che ognuno di noi abbia un suo senso.
L'anno scorso abbiamo aperto la nostra casa vacanze a Villadeati: "A Casa di Manu".
Eravamo curiosi di vedere chi sarebbe arrivato (innanzitutto se sarebbe arrivato qualcuno!) Non ci aspettavamo persone da tutte o quasi le parti del mondo: francesi, tedeschi, inglesi (e fin qui tutto abbastanza prevedibile), ma anche turchi, americani, indiani, cinesi, polacchi, bulgari e ovviamente italiani.
Non avete idea di quanti volti, sorrisi, abbiamo visto, nel nostro piccolo.
Chi di passaggio per vacanza, per lavoro o per cercare casa in questo nostro bel Monferrato.
Con alcuni si parla poco, giusto le informazioni necessarie (le chiavi, il garage, dove sono le sdraio) con altri si chiacchiera; altri ancora tornano, quindi ogni volta ci si dice qualcosa in più.
Che siano poche o che siano tante, ogni parola mi collega a pezzi di mondo diversi dal mio. Genitori che si ritrovano con il figlio e il suo compagno per passare un fine settimana insieme a metà strada dalle loro abitazioni; chi viene per far frequentare al figlio la scuola nel bosco in inglese (arrivano da lontanissimo: Polonia, Messico...); chi arriva a piedi facendo il percorso Superga-Crea o il Cammino del Monferrato; chi in bici per partecipare ad una manifestazione di cui non ricordo il nome; chi per vacanza a girare i dintorni; chi per mettere a posto la sua casa nel paese vicino, un pezzo alla volta; chi ancora per partecipare alla competizione internazionale di tiro con l'arco a cavallo (ebbene sì).
Insomma cose di questo mondo. Quotidianità e straordinarietà insieme.
Ci sono sguardi e sorrisi che non dimentico, ci sono parole che per quanto banali mi resteranno nel cuore.
Ricordo quando arrivò una famiglia che si era riunita per le vacanze. Di origine argentina, marito e moglie arrivavano dalla Francia, ma la nonna arrivava proprio da Buenos Aires (o lì vicino). Arrivati la sera tardi non ho potuto accoglierli, ma alla mattina, prima di andare a lavoro sono passata davanti alla casa per vedere se c'era del movimento. Era troppo presto e non avrei suonato per salutarli, ma anche solo vedere una luce accesa mi avrebbe fatto piacere.
Nel passare vedo seduta sul muretto del giardino la nonna: una signora piccolina con i capelli bianchi e tante rughe su una pelle color caffelatte, lì da sola che guardava verso il bosco. Si prendeva il fresco del mattino o forse ascoltava gli uccellini mattinieri, o entrambi, non so.
Sta di fatto che fermo la macchina e mi avvicino al cancello.
OLA! BUENAS DIAS. (abbozzo il mio spagnolo)
Lei si alza e mi saluta, si avvicina e dice qualcosa che non capisco.
SOI MANUELA…
DELLA CASA (un po' spagnolo un po' italiano, magari capisce lo stesso)
TODO BIEN?
Mi sorride e dice di sì. E quel sorriso in quella nonnina così … da fumetto, mi manda nel pallone e non so che altro dire (in realtà so poche altre parole in spagnolo). Ad ogni modo lei mi fa capire che gli altri si stanno svegliando e sono in casa.
Le auguro
BUONA GIORNATA
e riparto.
E' uno dei ricordi più belli, durato pochi minuti.
Mi piace pensare di aver reso piacevoli alcuni momenti della vita altrui.
Tirando le fila ad un anno di distanza siamo contenti.
Questa casa è la mia "casa delle bambole": sempre a posto, sempre pulita e profumata, un angolo semplice che curiamo con amore pensando a chi verrà.
Da piccola avrei voluto la casa di Barbie, non necessariamente la mega villa, anche "solo" quella multipiano con l'ascensore, come quella della mia amica Rossana. La casa di Barbie non l'ho mai avuta…
ora però ho "A Casa di Manu"!!!